Il disturbo della memoria che accompagna l’invecchiamento è senza dubbio il deficit neuropsicologico
più noto e diffuso.
Un numero sempre maggiore di persone vive con angoscia la percezione del calo del proprio
rendimento cognitivo, lamenta improvvisi vuoti di memoria, prova un senso di inadeguatezza nei
confronti di un mondo dove è aumentato enormemente il numero di informazioni che ci vengono
fornite, ad un ritmo sempre più veloce.
Più della metà delle persone sopra i 65 anni lamentano una memoria meno efficiente.
Nell’anziano la sensazione di una ridotta efficienza cognitiva e di calo della memoria deriva sia da
fattori strettamente neuro-biologici sia da fattori psicologici e sociali che si intersecano e si
rinforzano tra loro: il risultato più negativo è l’abbandono di ogni attività che richieda un anche
minimo impegno cognitivo con conseguente isolamento e ritiro sociale.
Alcune domande si pongono:
Come funziona la memoria?
Da cosa dipende il calo della memoria che si osserva con l’invecchiamento ?
Invecchiare comporta inesorabilmente un progressivo deterioramento del funzionamento del
cervello fino alla demenza oppure la demenza è semplicemente una malattia come le altre che nel
prossimo futuro sarà possibile prevenire e curare?
Come mantenere giovane la propria memoria?
Memoria ed invecchiamento.
Nel corso dell'invecchiamento normale:
- la velocità nell’acquisire e nel richiamare nuove informazioni si riduce
- è rallentata l'esecuzione di compiti per i quali il soggetto ha a disposizione un tempo limitato
- la presenza di fattori distraenti, disturba molto la "ricezione" di informazioni.
In generale decade l’intelligenza “fluida”, cioè quella che consiste nell’adattarsi alle modificazioni
ambientali, applicare nuovi metodi, adottare nuove strategie per la soluzione dei problemi (minore
efficienza della memoria di lavoro).
Alcuni studiosi ritengono che la memoria inizi a diminuire poiché una persona cessa di usare i
metodi utilizzati in passato per ricordare meglio. L'abilità non sfruttata viene perduta.
Un altro elemento di grande rilevanza per ottenere un adeguato apprendimento e più in generale
un efficiente funzionamento della memoria è rappresentato dalla motivazione.
Nell’anziano si osserva sovente un ritiro dalla vita sociale e di relazione, una rarefazione dei
contatti amicali, una perdita di motivazioni ed interessi; talora si è in presenza di una chiara
malattia depressiva: tutti fattori che certamente danneggiano le prestazioni mnesiche.
Basi teoriche.
Fino a pochi decenni fa si riteneva che l’invecchiamento cerebrale e le sue conseguenze fossero
inevitabili; tale credenza si basava su un concetto statico del cervello, che a partire dalla maturità
subiva un processo degenerativo irreversibile provocato dalla morte dei neuroni e dall’impossibilità
di una loro rigenerazione.
Oggi i progressi delle neuroscienze dimostrano che l’invecchiamento intellettuale può essere
reversibile: il cervello è plastico in tutte le età della vita. Ciò consente una ristrutturazione delle
mappe cerebrali e un miglioramento delle funzionalità mentali attraverso esperienze di
apprendimento. Un allenamento mentale specifico può migliorare le rappresentazioni nella
corteccia motoria e sensoriale, migliorare la trasmissione di segnali e restituire efficienza alle
connessioni neuronali.
L’apprendimento modifica il cervello attraverso la neuro plasticità : l’anziano può recuperare gran
parte delle sue capacità mentali dedicandosi ad attività cognitive e motorie stimolanti, svolgendo
esercizi appositamente studiati per stimolare la ristrutturazione corticale neuroplastica. Il
neuroscienziato Michael Merzenich attraverso i suoi studi è giunto alla conclusione che un
programma specifico di attività in grado di stimolare nuove connessioni neuronali e di riorganizzare
le mappe corticali può far sì che anche nella terza età l’apprendimento divenga un’esperienza
efficace e gratificante.
Il concetto di modificabilità cognitiva si basa su due principi distinti :i principi e le strategie che son
presenti nel repertorio cognitivo di ogni persona non sempre vengono utilizzati , quindi evidenziare
il potenziale significa scoprire al capacità interna fornendo al soggetto delle mediazioni tra capacità
interne ed esterne. Il secondo principio riguarda lo sviluppo delle capacità precedentemente
inesistenti o carenti nel repertorio comportamentale attraverso l ‘interazione con eventi ambientali
e condizioni esterne. L’ allenamento cognitivo è la condizione essenziale per potenziare le abilità
presenti ed attivarne di nuove.
La realizzazione della modificabilità cognitiva avviene attraverso il passaggio dai processi della
logica di base ai processi più complessi, in questo passaggio si realizza un processo di
interiorizzazione progressiva che consente di attivare risorse per accedere ai livelli più complessi .
L’allenamento permette questa evoluzione, portando la persona verso l’automatizzazione. Questa
evoluzione avviene sia per l’ area cognitiva ma anche nell ‘area comportamentale ed emozionale
attivando interconnessioni tra questi tre sistemi.
Per quanto riguarda i fondamenti biologici della modificabilità , il termine che rappresenta il
corrispondente a livello neurologico della modificabilità cognitiva , è la neuroplasticità , che è la
capacità del nostro cervello di modificarsi grazie all’interazione con l ‘ambiente circostante .
Gli studi sia comportamentali che biologici hanno quindi evidenziato , che se da un lato la neuro
plasticità permette al cervello di arricchirsi e di migliorare le proprie prestazioni , diminuire gli
effetti biologici dell’ invecchiamento e trovare nuove strategie per un migliore funzionamento ,
dall’altro lato lo rende più vulnerabile alle influenze esterne che talvolta possono essere nocive e
può generare un cambiamento plastico che, una volta stabilizzato , crea rigidità , non lasciando
spazio ad altre modificazioni , è quello che accade ad esempio nel caso dell’acquisizione di cattive
abitudini e dei disturbi comportamentali.
È stato dimostrato che un ambiente stimolante e l’opportunità di un maggioresercizio producono
un aumento di spessore e peso del cervello, un aumento dei collegamenti tra neuroni nonché un
miglioramento delle performance generali.
Numerose osservazioni, ottenute prevalentemente in laboratorio, suggeriscono l’evidenza di un
effetto protettivo della stimolazione: “Usalo o lo perderai” titolava un recente articolo riferendosi
al cervello; dovrebbe essere il motto per tutta la vita.Sono numerosi gli anziani che in età avanzata conservano la capacità di svolgere compiti complessi
(con l’esclusione naturalmente di quelli che comportano agilità o forza fisica, che iniziano a
declinare, per effetto dell’invecchiamento, attorno ai 30 anni) e di rivestire incarichi sociali
impegnativi. Numerosi sono gli artisti che nella vecchiaia hanno prodotto capolavori; altrettanto
numerosi sono gli scrittori ed i politici che in vecchiaia mantengono un’intensa attività.
Obiettivi e finalità.
Gli obietti che ci proponiamo attivando il corso di ginnastica mentale sono i seguenti :
Potenziamento delle risorse cognitive , emozionali , comportamentali dell’anziano;
Prevenzione delle patologie degenerative cerebrali;
Attivare un clima di sostegno empatico all’interno del gruppo per sviluppare al meglio le proprie capacità.
Le variabili su cui andremo a lavorare sono le seguenti :
Potenziamento fase di elaborazione dell’informazione: attivazione pensiero laterale, pensiero creativo, pensiero logico, pensiero critico, memoria;
Potenziamento della fase di uscita delle informazioni :assertività, dare feedback positivi, gestione dei conflitti, gestualità e tono di voce, gestione della tensione e dello stress.
Metodo di lavoro.
La ginnastica mentale consiste in un programma di stimolazione cognitiva con l'intento di
conservare, allenare e incrementare le capacità intellettive. L'allenamento mentale è basato sia
sull'esercizio individuale che sulla socializzazione e la condivisione tra i membri del gruppo.
Useremo il metodo del lavoro di gruppo come proposta di cambiamento e arricchimento, dal
punto di vista cognitivo, affettivo e relazionale, nella prospettiva di raggiungere obiettivi comuni.
Lavorare in gruppo comporta molti benefici:
lo scambio di esperienze, vissuti, idee e sentimenti
l'ascolto reciproco e il confronto costruttivo
la condivisione di scopi collettivi
l'appoggio emotivo e sociale
la crescita nella fiducia personale
il sentirsi valorizzati e affermati.
Comunicare i propri disagi nel gruppo e sperimentare la comunanza dei propri vissuti è fonte di
sollievo: può liberare da un peso emozionale, legittimare la propria condizione e ridurre il senso di
isolamento.
Attraverso l'uso di questionari, all'inizio e alla fine del percorso, sarà possibile verificare il
miglioramento conseguito sia nell'area specifica delle capacità cognitive sia nell'area più generale
dello stato di benessere soggettivamente percepito.
Organizzazione del corso.
Il corso si articola in incontri settimanali della durata di un ora in un arco temporale complessivo di
quattro mesi, per un totale di 16 ore ciascun partecipante.
Il numero dei partecipanti è quello tipico del lavoro in un gruppo di piccole dimensioni, da un
minimo di 8/10 ad un massimo di 14/16.
Il costo complessivo per partecipante è di 200 euro, rateizzabili in 50 euro mensili.
Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
Chi sono i formatori.
Feliciano Crescenzi
Counselor, Mediatore familiare, Facilitatore gruppi di auto-aiuto, Formatore. Iscritto al REICO (Registro Italiano Counselor) e al CNCP (Coordinamento Nazionale Counsellor Professionisti) accreditato dalla EAC (European Association for Counselling) socio A.E.Me.F. (Associazione Europea Mediatori Familiari). Lavora come professionista nelle relazioni di aiuto interpersonali, individuali, di coppia e di gruppo, per il benessere e il superamento dei momenti di crisi di natura non patologica. Facilitatore di gruppi auto-mutuo aiuto per l'ansia la depressione e il lutto, socio e formatore delle ass.ni ONLUS: - Dare Protezione Roma ( cure palliative – www.associazionedareprotezione.it) - Gruppo Eventi ( elaborazione del lutto – www.gruppoeventi.it ), - I.E.S. Istituto Empowerment e Salute ( Counseling Sanitario – www.istitutoes.it) -SpazioDisponibile (Libera associazione per il Sostegno al Disagio Mentale – www.consulta18.com). Docente al master di specializzazione in Counseling Sanitario. Docente presso la scuola di Counseling Integrato A.I.C.I. Conduce gruppi evolutivi esperienziali, con approccio pluralistico integrato, sugli “Archetipi”, il “Linguaggio Simbolico e il Copione di Vita”, sugli “Stili di Attaccamento e i Legami Affettivi”. Sito web: www.felicianocrescenzi.com e-mail: feliciano.crescenzi@libero.it
Marina Pisetzky
Counselor, Psicologa, Psicoterapeuta, Mediatore familiare
iscritto al CNCP (Coordinamento Nazionale Counsellor Professionisti)- psicologa- psicoterapeuta
(iscrizione albo psicologi Lazio 6419 psicoterapia) mediatrice familiare.
Lavora come professionista nella relazione d’aiuto sostegno, e psicoterapia, con adolescenti,
adulti, anziani, coppie e gruppi.
Ha lavorato per alcuni anni all’interno di un consultorio adolescenti occupandosi di psicoterapia,
progetti alla salute all’interno delle scuole e gestione di sportelli CIC.
Si è occupata all’interno della I Unita operativa dei DCA di diagnosi e psicoterapia individuale e di
gruppo di pazienti binge eating; ha seguito un gruppo di pazienti binge eating anziane per circa
due anni e ha portato avanti progetti, sempre con pazienti terza età, di integrazione posturale e
disturbi del comportamento alimentare.
Sito web : www.psicoterapeutaroma.it
e-mail: marpisa@eutelia.com