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il tuo psicologo-psicoterapeuta a Roma
a cura della
Dott.ssa Marina Pisetzky
Psicologa Psicoterapeuta

iscrizione all'Ordine Psicologi del Lazio n° 6419

 

 
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Il Ruolo del CTU nell’Affidamento Minorile

Fondamenti Giuridici e Impostazione della Perizia.

Nei casi di separazione, e divorzio dei coniugi, nell'ambito dell'ordinamento giuridico italiano, è previsto che l'affidamento dei figli avvenga nell'esclusivo interesse dei minori. Nel corso dello svolgimento , di una causa di separazione, o divorzio, il giudice ha facoltà di avvalersi di uno o più esperti dotati di cognizioni scientifiche particolari per risolvere al meglio i conflitti e trovare le adeguate soluzioni. Nel caso in cui venga disposta una perizia dal giudice istruttore, si ha un'operazione tecnica che si attua nel quadro di riferimento teorico della psicologia.
II compito dello psicologo, nell'ambito dell'attuale CTU è quella di fare uno studio della personalità degli individui coinvolti nella situazione di sfaldamento familiare.
Il CTU attraverso le operazioni peritali fornirà risposte ai quesiti del giudice, sia che esso chieda la valutazione e dell'idoneità educativa dell'uno o dell'altro genitore, sia che esso chieda di accertare i veri rapporti che il minore ha con i genitori altri parenti.
La convenzione di STRASBURGO (1996) ha ratificato che il minore dev'essere ascoltato e dev'essere valutato il suo parere , anche se ha meno di 12 anni. 11 CTU, quindi in questo nuovo contesto deve valutare e capire profondamente le motivazioni espresse dal minore, se queste possono essere prese o no in considerazione e il tutto dev'essere relazionato al giudice.
Altro punto molto importante, è che ci dev'essere un consenso informato del minore sulle motivazioni del colloquio.
Obiettivo specifico della perizia psicologica sarà dunque quello di valutare il profilo della personalità degli esaminati (genitori/bambino/i)in primo luogo di delineare l'organizzazione strutturale delle varie aree cognitiva, affettiva, volitiva, di accertare il grado di adattamento alla realtà, e l'integrazione socio-culturale. Ha inoltre il compito di valutare le opinioni,. Gli atteggiamenti, e le attese dei soggetti.,di dare un senso al loro comportamento in relazione alla situazione ed al problema; è importante anche capire se vi sono dei tratti psicopatologici, nei soggetti presi in esame,non per stabilire una condizione di anormalità o di normalità, ma per capire come questi condizionano i rapporti ed i comportamenti dei soggetti.
La perizia psicologica, pertanto si configura come un'indagine psicodiagnostica volta ad esplorare la situazione relazionale tra i vari componenti della famiglia, e fornire utili indicazioni degli atteggiamenti affettivi ed educativi sottostanti al comportamento manifesto e dichiarato.
Pertanto l'obiettivo diagnostico fondamentale, è la relazione che intercorre tra i coniugi e tra loro e i figli, e valutare la idoneità educativa dell'uno e dell'altro.

Possiamo evidenziare dei criteri psicologici di capacità genitoriale :

  1. Documentare o escludere l'esistenza di una psicopatologia di uno entrambe i genitori;
  2. Valutare se la patologia esclude od inficia la disponibilità psico-affettiva del genitore;
  3. Indagare sulla presenza di comportamenti devianti o criminali;
  4. Valutare la personalità di entrambe i genitori analizzando la struttura, lo stile di vita, le compensazioni adottate ;
  5. Analizzare il vissuto del bambino nei confronti di entrambe i genitori ;
  6. Analizzare la relazione genitori/figlie la dinamiche che intercorrono tra di loro;
  7. Valutare i desideri del minore e il motivo delle scelte;
  8. Indagare sui due gruppi familiari;
  9. Analizzare le personalità e valutare le incidenze positive;
  10. Valutare età e sesso dei minori . La letteratura ci dice che se vi sono capacità in entrambe i genitori , il maschio preadolescente o adolescente viene affidato al padre, le femmine invece alla madre;
  11. Vissuti di ciascun genitore nei confronti dell'altro eventuali ostilità.

Molto importante, è comprendere in che modo si snoda la consulenza nei suoi termini essenziali. Anzitutto questa può essere richiesta da una parte o da dalle entrambi (CTP) oppure essere disposta direttamente dal giudice (CTU). I preliminari dai quali prende avvio la perizia psicologica, in caso di separazione dei coniugi e affidamento dei minori sono tre :

  • L'ordinanza
  • L'incarico
  • II quesito

 

L'Ordinanza di Nomina.

L'ordinanza di nomina è emessa dal giudice e firmata dal cancelliere, viene notificata al perito da un ufficiale giudiziario, e reca la data in cui è stata emessa. L'ordinanza di nomina è il primo atto che avvia la perizia.

L'incarico.

Come abbiamo già detto, spesso l'affidamento dei figli minori può in molti casi provocare dei problemi risolvibili unicamente da esperti nel settore, il giudice, quindi ha facoltà ai sensi dell'articolo 304 C.P.C, in ogni stato e grado del procedimento di nominare uno o più esperti, (periti).
Ricevuta la nomina d'incarico, il perito si presenta al giudice, il quale gli fa prestare giuramento.
In presenza del giudice, degli attori, degli avvocati, dei periti di parte (qualora siano stati nominati) viene comunicato al CTU il quesito o i quesiti per cui è stato convocato. Viene inoltre concordato (tra il giudice e il CTU) un termine per presentare la relazione finale, e viene autorizzato il perito a procedere (il termine per presentare la relazione variaa seconda dei casi dai 30 ai 60 90 giorni salvo deroghe ulteriori) .

II quesito.

Il quesito è formulato e verbalizzato il giorno della prima udienza. E' formulato dal giudice al CTU, in presenza dell'attore, del convenuto, degli avvocati e dei CTP qualora una parte o entrambe le parti ne abbiano richiesto l'assistenza.
In genere mentre vi è la formulazione, vengono verbalizzate le eventuali richieste specifiche degli avvocati e dei periti di parte.
Sarà compito dell'istruttore formulare con maggiore precisione possibile il quesito da sottoporre al CTU tenendo presente che non può delegare il compito strettamente decisionale all'ausiliare Quindi non è da ritenersi corretto un quesito articolato in termini tali per cui al CTU non resti che il giudizio definitivo sulla necessità - opportunità di affidare i figli al padre o alla madre, in quanto simili valutazioni spettano unicamente al giudice.
Al perito si chiede di analizzare tutte le parti interessate (non solamente i figli o solo i genitori) poiché l'indagine sarebbe carente per sondare le caratteristiche personologiche delle stesse. A tale quesito fondamentale sono di volta in volta aggiunte domande particolari in relazione alle peculiari necessità di causa.
E' utile, anche se non accade spesso, che sia posto in modo esplicito la domanda di quali siano i legami affettivi del/i bambino/i preso/i in esame, nei confronti dei genitori e quale dei genitori venga vissuto dal bambino come "figura primaria".
Per rispondere al quesito il CTU inizia abitualmente le operazioni con una ricostruzione storica delle vicende delle parti e di quelle processuali che hanno interesse ai fini della consulenza.
Si ritirano, come prima cosa, i fascicoli processuali e dai due fascicoli ci si inizia a fare un'idea. Segue un indagine effettuata singolarmente sui genitori, che consiste in ripetuti colloqui dai quali emerge l'anamnesi personale, la vita del soggetto in generale, e la vicenda familiare in particolare un esame di personalità, e se occorrono accertamenti medici.
Quindi se si ritiene necessario si sottopongono le parti a test di vario tipo per un approfondimento diagnostico.
Successivamente vengono intervistati i bambini, prima da soli poi con gli altri fratelli :i minori vengono eventualmente sottoposti ai test in uso per l'età evolutiva.
E' importante specificare, che in generale , i test non vengono somministrati dai periti: per gli esami dei minori, è opportuno che siano effettuati dai "testisti" specializzati in psicologia dell'età evolutiva: quindi il giudice nel quesito deve prevedere esplicitamente tale facoltà di delega per non incorrere in nullità.
A tale proposito è importante rilevare, che il CTU può avvalersi del lavoro di altri esperti (ad esempio può far fare esami di laboratorio , radiografie ecc....) ma l'interpretazione, e la lettura dell'opera eseguita da altri deve essere esclusivamente affidatala CTU nominato dal giudice, il quale ha giurato davanti al giudice ed è gravato di tutte le responsabilità, gli obblighi giuridici e deontologici circa il suo operato.
La consulenza si chiude con la stesura di una relazione sul caso nella quale sono delineate la qualità personali dei genitori, ed in genere la loro relazionalità, gli elementi significativi per una controindicazione ali'affidamento dei figli, lo stato di sviluppo dei bambini, e gli eventuali disturbi della sfera emotiva- affettiva le modalità con cui i minori percepiscono e vivono l'ambiente familiare materno e paterno.
Infine il CTU prospetta le soluzioni per l'affidamento (o anche le modalità delle visite del genitore non affidatario) rapporto alle varie esigenze del caso concreto.
Sarà buona norma da parte del CTU comunque, all'inizio delle operazioni peritali, concordare con i consulenti tecnici di parte, nell'ambito di una riunione specifica, l'intero svolgimento (date e metodo) delle operazioni stesse.

 

Metodologia della Perizia.

La consulenza ha inizio come abbiamo detto con la presa in esame degli atti processuali. Il CTU prende visione di rutto il materiale disponibile riguardante la causa, per avere una visione generale di insieme, attraverso: dichiarazioni , e memorie degli avvocati, delle parti, eventuali lettere o scritti dei due contendenti, materiale di vario tipo:dichiarazioni degli insegnanti, medici, fotografìe, ecc...
Esaminata tutta la documentazione il perito avvia le proprie indagini entrando così nel vivo della situazione.
A questo punto i suoi compiti fondamentali saranno:

  • La valutazione della personalità dei contendenti e dei minori
  • L'indagine ambientale
  • Audizione di eventuali testimoni

Korchin distingue quattro modalità per procurarsi delle informazioni sulle persone:

  1. Attraverso il colloquio con la persona stessa: ciò avviene attraverso un'intervista spesso strutturata dove il perito cercherà di avere più informazioni possibili sa anamnestiche, che di personalità, tramite l'intervista si hanno inoltre informazioni circa il comportamento non verbale del soggetto ;
  2. Attraverso un colloquio con le persone che conoscono la persona in esame: interrogando amici, genitori , insegnanti, vicini di casa , colleghi di lavoro, e tutti coloro che hanno a che fare con il soggetto da valutare;
  3. Osservazioni della persona nel suo ambiente naturale: è ideale per rintracciare informazioni, ma non è sempre possibile, questa può essere effettuata con visite a domicilio previo appuntamento;
  4. Osservazioni della persona in situazione sperimentale: questa osservazione avviene tramite la somministrazione dei test.

Il CTU quindi deve passare attraverso queste quattro fasi di cui le prime tre ci danno una " valutazione informale" circa le motivazioni, gli atteggiamenti, le emozioni, e le intenzioni di una persona in esame, mentre la "valutazione formale" viene effettuata mediante la somministrazione dei test.
I colloqui sono necessari per fare emergere l'anamnesi dei singoli contendenti, la loro storia comune, dal primo incontro alla decisione del matrimonio, al vissuto del divenire genitori, e i fattori che hanno fatto scaturire la separazione. Di norma il CTU nella perizia analizza i due genitori separatamente, poiché spesso il grado di tensione e litigiosità nella coppia è molto alto e ciò impedirebbe la possibilità di a svolgere il colloquio in modo sereno.
II CTU può però ritenere necessario mettere a confronto i due genitori, per vedere e capire le dinamiche che intercorrono fra la coppia.
Vengono intervistati anche i minori, il bambino nei casi dove lo richiedano è visto prima da solo, poi insieme all'uno e l'altro genitore per capire le sue relazioni interpersonali oltre che con i genitori anche con altri membri della famiglia, cosicché il CTU avrà tutti gli elementi necessari per l'indicazione al giudice circa l'affidamento.
E' chiaro, dopo quanto è stato detto, che il CTU deve saper gestire e padroneggiare in maniera adeguata la tecnica del colloquio per ricevere maggior informazioni possibili.
Il colloquio e i test si configurano come le tecniche fondamentale dell'indagine peritale: il colloquio è una forma di conversazione nella quale due persone si impegnano in un'interazione verbale nell'intento di raggiungere una meta, precedentemente definita (anche se spesso non è tale per l'intervistato).
In questo contesto il colloquio serve per capire le caratteristiche della personalità dei genitori, e il fine, è quello di individuare l'idoneità ali'affidamento dei figli.
All'inizio dei colloquio vi è un'accoglienza formale della persona che si presenta al colloquio .
Di particolare importanza è la seconda fase che prevede che consiste a grandi linee nella raccolta dell'anamnesi sociale e personale del soggetto dopodiché si passa alla fase centrale, dove si inizia a parlare della coppia e di tutte le fasi vissute insieme (dal primo incontro alla separazione). Succede in alcuni casi, che la partecipazione dell'esaminato, è vaga, e poco sincera, il CTU trova spesso dei grossi ostacoli ai fini dell'inchiesta, poiché l'aiuto non è scelto, ma imposto.
L'acquisizione di dati su argomenti intimi spesso risulta ardua nel normale rapporto terapeuta cliente, in questi casi risulta ancora più critica, poiché in gioco vi è l'affidamento dei figli. Importante è che il CTU resista ai tentativi di manipolazione e di simulazione degli intervistati.

 

I Test.

Per approfondire alcune aree di personalità del soggetto il CTU può servirsi di test, sia rivolti agli adulti che ai bambini.
I risultati che forniscono i test insieme ai dati dei colloqui, possono dare una visione complessiva più precisa e globale sulla personalità dei soggetti presi in esame.
Si può definire il test come uno strumento obiettivo, costituito da prove di vario tipo.
In genere con i bambini il colloquio risulta del tutto insufficiente a raccogliere informazioni circa la loro personalità.
Di particolare efficacia a questo proposito sono i test proiettivi basati sul disegno dai quali abbiamo informazioni del soggetto con il mondo esterno e la sua realtà interiore.

Indagine Ambientale e Audizione dei Testimoni.

L'indagine della personalità degli attori e dei minori, attraverso il colloquio e la somministrazione dei test, non esaurisce il lavoro del CTU anche se ne costituisce il momento fondamentale.
Poiché l'indagine verte sui minori e sulla coppia genitoriale, è importante rutto ciò con cui questi soggetti vengano a contatto.
Sarà quindi utile al CTU conoscere le dimore ove vivono i coniugi separati, verificare in quale il minore si trovi maggiormente a suo agio, dal punto di vista dello spazio che ha a disposizione.
Sarà utile stabilire in quali quartieri sono ubicate, per capire quali strutture pubbliche il minore può usufruire.
Molto importante è conoscere le figure che ruotano intorno al minore.
Una visita accurata della scuola servirà al CTU per capire come il minore vive il rapporto con i compagni di scuola e gli insegnanti E capire se le relazioni sono cambiate dopo la separazione dei genitori.
Un altro modo di raccogliere informazioni, nell'ambito dell'indagine peritale, è quello di intervistare persone che sono state testimoni delle vicende che si sono succedute tra i coniugi e che li hanno portati alla fine della relazione.

 

Come si Scrive la Relazione Finale.

Mi sembra interessante citare alcuni indicazioni riferite in un convegno a Trento dalla dottssa Bomassar la quale si è rifatta ai criteri di Grice, scienziato caro agli studiosi dell'attaccamento, che ha riflettuto molto su cosa renda 'buona' una comunicazione tra le persone. Una buona comunicazione presuppone il rispetto del principio della collaborazione che si fonda su quattro regole che, ritengo, si possano utilizzare anche per una "buona comunicazione scritta". Le regole sono le seguenti:
1 - regola della qualità: che fa riferimento alla necessità di offrire delle prove per quello che si dice. Questo è tanto più importante quanto più si differenziano le professionalità con cui si collabora. E' importante tenere viva la convinzione che non è sufficiente la fiducia implicita che il magistrato accorda allo psicologo quando lo indica come CTU, ma questa fiducia deve essere mantenuta con una professionalità qualitativamente elevata, come lo è quella che riesce a giustificare con dati precisi le affermazioni che si fanno.
2 - regola della quantità: la narrazione scritta dovrebbe essere concisa ed esauriente, evitando il rischio di lasciarsi andare a descrizioni dispersive, non richieste e non utili alla comprensione. Contemporaneamente è bene evitare di essere troppo sintetici e laconici, perché impedisce di avere gli elementi indispensabili per comprendere ciò che viene scritto. Ritengo buona regola che se vengono usati dei test, questi siano brevemente introdotti da alcuni elementi conoscitivi circa alcune caratteristiche principali, il funzionamento e l'uso.
3 - regola della relazione: prevede dei buoni nessi tra le parti della Consulenza e i quesiti dati. Nel complesso si mantiene, pur con gli approfondimenti necessari, una pertinenza con la struttura globale dello scritto, deve essere sempre sufficientemente chiaro il legame che deve avere, ciò che si sta descrivendo, con l'obiettivo finale dell'elaborato. Quando si usa un linguaggio 'appiccicaticcio', con frasi che sembrano un libro stampato, trasgrediamo a questa regola ed impediamo all'interlocutore di comprendere ciò che stiamo affermando.
4 - regola del modo: prevede che i singoli elementi vengano descritti con chiarezza ed ordine, per garantire una struttura logica di ciò che si sta dicendo. L'errore frequente di dare per scontato che l'interlocutore conosca ciò di cui stiamo parlando, oppure le divagazioni o le rapide chiusure su un determinato argomento, segnalano tutte delle trasgressioni della regola del modo.
Se lo psicologo, senza eccessive rigidità e preoccupazioni, lasciandosi uno spazio allo stile personale - a quella quota di creatività e di singolarità che distingue un professionista dall'altro - riesce a riannodare il filo dei suoi pensieri a queste linee conduttrici, sono convinta che si possano offrire al magistrato che ce lo chiede le informazioni di cui necessita per prendere decisioni che hanno almeno la garanzia della competenza e della serietà.

 

 

BIBLIOGRAFIA


Cigoli, Gulotta, Santi: "Separazione, divorzio, affidamento dei figli", Giuffrè, 1997
C. Serra: "Separazione divorzio affidamento". Edizioni Psicologia, 1991
P. Capri: "Difficoltà e complessità di approccio in contesti giuridici differenziati".
A. Lanette, P. Capri: "I test proiettivi in ambito giudiziario .-limiti e possibilità di utilizzo".
A. Bambino: "La mediazione familiare come possibilità di ripresa del dialogo tra i genitori".
G. Gulotta "Sindrome di alienazione genitorìale". In Rivista Pineta Infanzia, Luglio 1998.

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