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il tuo psicologo-psicoterapeuta a Roma
a cura della
Dott.ssa Marina Pisetzky
Psicologa Psicoterapeuta

iscrizione all'Ordine Psicologi del Lazio n° 6419

 

 
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PAS Sindrome da Alienazione Genitoriale

Si è affacciato da poco nella letteratura psicologica italiana il parametro concettuale della sindrome di alienazione genitoriale (Parental Alienation Syndrome - PAS). Così definita dallo psicologo forense Richard Gardner (1985; 1987; 1939; 1992), è stata oggetto di interesse della sezione di diritto di famiglia dell'Ordine degli avvocati degli Stati Uniti (Clawar, Rivlin, 1991) e di recente rassegna da parte dell'autorevole American Journal of Forensic Psychology (Rand, 1997a; 1997b).

Questa sindrome può essere definita come il comportamento di uno o più figli che nel contesto del conflitto intergenitoriale diventa ipercritico e denigratore nei confronti di uno dei genitori perché l'altro lo ha influenzato in questo senso indottrinandolo adeguatamente.
Alcuni autori (Clawar, Rivlin, 1991) parlano anche di "bambini programmati" o ai quali è stato effettuato il "lavaggio del cervello" (brainwashed children).La sindrome nella letteratura esistente viene descritta in base alle tecniche per produrla, alle motivazioni dei genitori per attuarla, alle caratteristiche dei genitori che la producono, alle caratteristiche dei bambini che li rendono più o meno plasmabili e agli effetti che produce. Vendetta contro il partner - Ottenere concessioni economiche - Convinzione di essere il genitore più adatto - Desiderio di controllo e/o di potere - Paura di perdere l'affetto del figlio - Convinzione di aver "dato di più" al figlio rispetto al partner - Gelosia per la nuova situazione sentimentale del partner - Salvaguardia del proprio senso di identità - Desiderio di staccarsi emotivamente dal partner - Mantenimento della relazione con il partner attraverso il conflitto. (GulottaG1998)

 

Caratteristiche dei genitori programmatori.

Le ricerche empiriche stimano che gli uomini separandi/divorziandi che utilizzano tali tecniche sono 2%-25% e spesso di carattere autoritario e rigido; le donne sono il 4%-85% del totale delle separande/divorziande e sono generalmente quelle più indulgenti.
Gli uomini utilizzano maggiormente metodi diretti, come il rapimento; le donne utilizzano maggiormente la manipolazione psicologica, ad esempio le false accuse di abuso sessuale, anche perché passano solitamente più tempo col figlio In generale, i genitori programmatori sono narcisisticamente vulnerabili, immaturi, con bassa autostima, dipendenti dal figlio o da altri membri del nucleo familiare.
L'utilizzo delle tecniche di lavaggio del cervello è sovrarappresentato nelle seguenti categorie di genitori: tossicodipendenti, alcolisti, abusanti, genitori che accusano il partner di incesto.

Caratteristiche dei genitore bersaglio .

Le caratteristiche dei genitore bersaglio che faciliterebbero l'instaurarsi della PAS, anche se ad esso è generalmente attribuita un'importanza minore rispetto al ruolo del genitore programmatore (Wakefield, Underwager, 1990; Rand, 1997b), sono:  

  1. il sesso: in due terzi dei casi il genitore bersaglio è il padre, che ha quindi maggiore probabilità di essere vittima della PAS soprattutto quando viene accusato falsamente di maltrattamento fisico e abuso sessuale;
  2. la responsabilità attribuita per il fallimento del matrimonio: il genitore a cui viene attribuita tale responsabilità ha maggiore probabilità di divenire genitore bersaglio, soprattutto quando è stato infedele al coniuge o ha avviato una nuova relazione subito dopo la separazione;

I professionisti della salute mentale.

I professionisti della salute mentale deputati a valutare queste situazioni necessitano di una conoscenza approfondita della materia, una specifica competenza professionale ed un aggiornamento continuo sulla letteratura internazionale. Dovrebbero innanzitutto tener conto del loro ruolo nel conflitto genitoriale, che, se mal gestito, può portare le parti ad affrontarsi ancora più duramente, e valutare come primario l'interesse del minore: nel caso sospetti la presenza di una PAS, il consulente del genitore alienante dovrebbe astenersi dal supportare le sue richieste e invece aiutarlo a comprendere che, continuando a mettere il figlio contro l'altro genitore, non lo sta tutelando ma, al contrario, lo sta danneggiando psicologicamente.
Lo psicoterapeuta dei figli può quindi diventare parte del sistema che alimenta la PAS quando le uniche persone con cui effettua i colloqui sono il genitore alienante ed il figlio. Questa situazione si realizza purtroppo di frequente, in quanto il genitore che sceglie lo psicoterapeuta per il figlio, lo accompagna per la seduta e si fa carico del pagamento, è nella posizione di influenzare lo psicoterapeuta in merito al ruolo che questi adotta, agli obiettivi della terapia ed agli eventuali terzi partecipanti. Lo psicoterapeuta si trova così a svolgere la terapia sulla base di informazioni incomplete o false, rinforzando l'idea che il bambino debba essere "salvato" dal genitore cattivo, in realtà il bersaglio dell'alienazione genitoriale (Lund, 1995).
Tra i fattori interni allo psicoterapeuta che possono facilitare la collusione col genitore alienante, oltre alla misconoscenza della PAS, uno molto importante è quello della propria teoria di riferimento in merito alla influenza delle relazioni interpersonali sulla sofferenza psicologica. Campbell (1992) ha mostrato come gli psicoterapeuti che tendono ad effettuare inferenze negative sul ruolo svolto dai genitori separati possono rinforzare il senso di negatività del bambino verso uno dei genitori. Così, quando il punto di vista personale dello psicoterapeuta verso il genitore bersaglio della PAS è negativo, ne scaturisce una forma più o meno sottile di influenzamento sul bambino, che facilita o rinforza l'emergere dell'alienazione o comunque la visione distorta della realtà del genitore alienante.